Ci stiamo separando. Come viene divisa la casa? Di chi saranno i figli? Quanto dovro’ pagare di mantenimento? E posso trasferirmi in un’altra citta’ con i bambini?

Sono quattro questioni strettamente collegate, ma non esiste una risposta uguale per ogni famiglia. La casa familiare viene regolata tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli: l’eventuale assegnazione della casa non coincide necessariamente con la proprieta’ dell’immobile e deve essere valutata anche alla luce della situazione abitativa dei minori. Quanto ai figli, la regola generale e’ l’affidamento condiviso, attraverso il quale entrambi i genitori conservano la responsabilita’ genitoriale e il diritto dei figli a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di loro. Affidamento condiviso, pero’, non significa necessariamente che i bambini debbano trascorrere esattamente meta’ del tempo con ciascun genitore: il giudice puo’ stabilire presso quale genitore i figli avranno la loro collocazione prevalente e disciplinare tempi e modalita’ di frequentazione dell’altro genitore. Anche il mantenimento non viene stabilito applicando automaticamente una percentuale uguale per tutti. La legge impone di considerare, tra gli altri elementi, le esigenze dei figli, il tenore di vita, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore del lavoro domestico e di cura svolto da ciascun genitore. Il contributo deve quindi essere determinato sulla base della concreta situazione familiare ed economica. Quanto al trasferimento in un’altra citta’, la questione e’ particolarmente delicata. La scelta della residenza abituale del minore rientra tra le decisioni di maggiore interesse e deve essere assunta di comune accordo; in caso di disaccordo, decide il giudice. Un genitore non puo’, quindi, modificare unilateralmente la residenza dei figli ignorando l’altro genitore o un eventuale provvedimento giudiziario. Anche un trasferimento che renda molto piu’ difficile la frequentazione con l’altro genitore deve essere valutato con particolare attenzione nell’interesse dei minori.  In definitiva, nella separazione non si decide semplicemente “a chi vanno i figli” o “quanto deve pagare uno dei coniugi”: il giudice deve costruire un assetto complessivo che tenga conto della casa, delle esigenze dei figli, delle condizioni economiche dei genitori, dei tempi di frequentazione e della concreta organizzazione della vita familiare. Per questo, prima di firmare un accordo o trasferirsi con i figli, e’ opportuno far esaminare la situazione da un professionista, soprattutto quando tra i genitori non vi e’ accordo.


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