Sì, ma è fondamentale intervenire tempestivamente. Il primo passo è verificare attentamente ogni cartella e ricostruire la propria posizione debitoria, controllando notifiche, importi richiesti, eventuali pagamenti già effettuati, prescrizione, decadenza e possibili vizi dell’atto. Non tutte le somme richieste dall’Agente della riscossione sono necessariamente incontestabili. Anche il rischio di pignoramento dell’immobile deve essere valutato concretamente: la legge prevede specifiche condizioni e tutele, in particolare per l’unica abitazione del debitore quando ricorrono determinati requisiti, ma non esiste una generale e assoluta impignorabilità della prima casa. Se il debito è effettivamente dovuto, possono inoltre essere valutati gli strumenti di rateizzazione previsti dalla legge; se invece esistono motivi per contestare la pretesa, è necessario verificare immediatamente quali rimedi siano ancora esperibili e quali termini debbano essere rispettati. Il vero errore è attendere l’arrivo del pignoramento: una posizione debitoria va analizzata quando esistono ancora strumenti per intervenire. Cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, ipoteche e pignoramenti richiedono infatti un esame individuale della documentazione, perché la possibilità concreta di difesa dipende dalla natura del debito, dagli atti notificati, dagli importi e dalla situazione patrimoniale del contribuente.
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